Tuccoli T280 FB, prestazioni notevoli e consumi da utilitaria
Lo scafo del Tuccoli T280 FB deriva dal modello con la motorizzazione entrobordo, una carena quindi ormai collaudata dal Cantiere che però cambia rotta verso una propulsione fuoribordo in collaborazione con Suzuki Marine. Sarà un passo in avanti?
Il T280 FB è un natante progettato per essere un mezzo da pesca che strizza l’occhio al diporto, per questo motivo troviamo un buon bilanciamento tra comodità e praticità.
La carena è caratterizzata da linee d’acqua a V profonda a prua, che si aprono verso poppa con angoli più moderati per consentire velocità più ampie.
A poppa la plancetta nonostante la presenza dei bracket dei due Suzuki DF300AP, è sufficientemente larga e lascia anche uno spazio per una piccola scaletta. Tramite una porta sul lato destro accediamo in quello che è uno dei punti di forza di questo mezzo: un ampio pozzetto completamente libero, rivestito di vetroresina antiscivolo.
I pescatori apprezzeranno non poco questa zona: portacanne incassati nelle murate, vasca per il vivo nello specchio di poppa e un grande gavone ricavato da quello che era la sala macchine dei motori entrobordo. Immancabili i rinforzi in skai su tutto il profilo interno per consentire di poggiarsi con le gambe e ginocchia senza avere stress da impatti con la vetroresina dura durante le sessioni di pesca. Un’ulteriore vasca per il vivo si trova all’interno di un ripiano in vetroresina ricavato alle spalle del divanetto presente nella zona consolle. Non condivido la scelta di porre le gallocce non a vista e di inserirle in basso e lateralmente, poiché questa soluzione ci porta a dover perdere qualche secondo in più in fase di ormeggio per assicurare le cime.
La zona della consolle è molto semplice per agevolare il movimento a bordo. Sulla destra si trova il timone e la plancia di comando con sedile di guida, mentre sulla sinistra un divanetto biposto. La plancia di fronte a noi ha soltanto due piccoli strumenti forniti da Suzuki e uno analogico per il serbatoio. In basso, invece, gli interruttori on/off. Presente anche la modalità Troll mode che consente di aumentare i giri del motore a step di 50 rpm (da un minimo di 650 fino a 1200) per avere un controllo totale sull’andatura in fase di traina. Il gps multifunzione e il vhf sono posti in alto, scelta pratica per visibilità per la gestione degli strumenti, ma non è molto utilizzabile in navigazione perché costringe a staccarci dal timone e andare ad impostarli.
In cabina si accede tramite alcuni gradini. Qui devo fare i complimenti al Cantiere che ha fatto un gran lavoro di distribuzione degli spazi. In un 28 piedi “fishing” c’è tutto il necessario per una piccola crociera. Sulla sinistra è posta la cucina con lavello, fornello e, in basso, il frigorifero.
Poco più avanti, sempre sulla sinistra c’è il bagno con wc, doccia e lavabo. Dal lato opposto è disposta la dinette con due divanetti frontali divisi da un tavolino regolabile in altezza.
L’illuminazione è assicurata da vetrate triangolari (non posso definirli oblò vista la grandezza) che seguono le linee della barca.
La cabina armatoriale ha un letto leggermente più piccolo di un matrimoniale classico con orientamento sulla destra e a sinistra un piccolo armadio. Non ci sono oblò ma due vetrate che ci permettono il relax con vista mare, mentre l’areazione è assicurata dal passo d’uomo superiore.
Usciamo dalla cabina e andiamo a prua. Il passavanti non è larghissimo, ma c’è sempre una protezione.
Prima di tutto abbiamo un gradino, dopodiché inizia una robusta battagliola che ci accompagna per tutto il profilo anteriore della barca offrendoci la massima sicurezza. La prua è senza fronzoli con barbotin del verricello a vista, in questo modo riusciamo a controllare la catena in ogni momento e possiamo intervenire rapidamente in caso di problemi.
È il momento di provare il T280 FB con la nuova scelta tecnica. Si esce dal porto di Punta Ala proprio il giorno del varo.
I motori, silenziosi come sempre, ci accompagnano girando a 600 giri a 4 nodi. Il mare è calmo e a bordo spingiamo al limite la capacità della barca essendo in 7 persone (è omologata per 8). Il serbatoio dell’acqua è al massimo, 110 litri, mentre la benzina è al 25% con 600 litri di carburante. La stabilità è buona come si prevede per una barca da pesca, il rollio è ridotto al minimo.
Una motorizzazione da 600 cavalli a poppa non può non invogliare a spingere subito la manetta a fondo, ma mi trattengo e procedo gradualmente portandomi in planata tra i 3500 e i 4000 giri. A 3700 giri siamo a 24,3 nodi con un consumo di appena 63 litri/ora complessivi.
Il T-top installato sulla barca con l’aggiunta di alcuni crystal trasparenti ci protegge dal vento e, unendosi al rumore attutito dai motori grazie al sistema a risonanza creato da Suzuki, ci consente di parlare senza problemi. Sono obbligato ad alzare il trim perché la barca tende a sollevare notevolmente la prua in fase di accelerazione impedendomi di guardare in avanti tranquillamente.
Questo problema, forse causato dal cambio di trasmissione da entrobordo a fuoribordo, costringe a girare al di sotto dei 2000 giri o oltre i 3500 rendendo anche il timone molto rigido.
Ottima la tenuta sulle onde e soprattutto è una barca “asciutta” così come ci conferma Marco Volpi, campione del mondo di pesca e testimonial Suzuki: “La forza delle carene Tuccoli è che le barche non sono bagnate, come si dice in gergo. In navigazione sono imbarcazioni che viaggiano e non mandano gli spruzzi all’interno. Il Cantiere ha pensato comunque ad una copertura in pvc morbido che chiude tutto l’interno della barca, soprattutto per contrastare il discorso della velocità, del vento e del freddo per tutte quelle persone che vogliono andarci nei periodi invernali”.
Effettivamente durante la prova in mare, pur avendo qualche impatto con le onde generate da noi stessi causato dal mare troppo calmo, in nessun punto del mezzo è salita acqua a bordo.

Spingo a fondo le manette e lascio parlare i numeri: 5800 giri con trim al 50%, 40.4 nodi e 135 litri/ora di consumo complessivo. La velocità di crociera a 4000 giri riporta una velocità di 30 nodi e un consumo di appena 77 litri ora, una media ottima per il diporto grazie al sistema Lean Burn integrato nel motore, che consente di regolare la miscela aria/carburante in modo ottimale riducendo al minimo gli sprechi, con la felicità di tutti.
È ora di rientrare in porto, ma non prima di aver testato la vera coordinazione tra motori e barca con il test di accelerazione.
Trim totalmente abbassati e giù le manette da barca ferma, planata in 3,4 secondi in totale stabilità. Merito del disassamento dell’albero trasmissione e del VVT (Variable Valve Timing), che consente di regolare in autonomia il tempo di apertura e chiusura delle valvole di aspirazione a seconda del regime di rotazione del motore, offrendo una coppia più fluida e potente e, quindi, un’accelerazione maggiore a tutti i regimi.
Arriviamo alle valutazioni conclusive. La barca ha un utilizzo prettamente da pesca, per cui ottimi gli spazi nel pozzetto, le protezioni per le gambe e la gestione degli ambienti anche in cabina (ricordo che parliamo di una barca di 28 piedi) in cui non manca nulla. Mi sarebbe piaciuto un letto armatoriale più ampio sacrificando un po’ di spazio in dinette per invogliare maggiormente una famiglia all’utilizzo crocieristico del mezzo, che comunque è adatto per 4 persone. Consumi da utilitaria e prestazioni degne di nota, ma peccato per la prua troppo alta nel range intermedio dei giri che ne limita la praticità di utilizzo a velocità medio/basse, così come il timone un po’ rigido per un controllo immediato. Come “primo tentativo” di fuoribordo lo promuovo con riserva, creando molta attesa per il 25 piedi che verrà presentato al Salone Nautico di Genova progettato da zero per i motori fuoribordo.
“Stiamo lavorando sull’allestimento e sugli stampi, perché è un progetto completamente nuovo – ci ha spiegato Marco Tuccoli, titolare del Cantiere – Usiamo la nostra carena, che ha ormai diversi anni ed è super collaudata”. Questo nuovo Open avrà due allestimenti: il primo sarà in una versione da pesca molto estrema in collaborazione con Marco Volpi, l’altro layout sarà sempre da pesca, ma con due posti letto sottocoperta.

Scheda tecnica