Maurizio Baccili: intervista al pittore e scultore viareggino
“Io sono poliedrico e duttile. Dipingo energia”. Nel corso dell’ultimo Salone Nautico Internazionale di Genova in molti, osservando l’imponente stand di Mercury Marine, si saranno chiesti cosa fossero tutte quelle opere d’arte. Quadri astratti, anche grandi fino a tre metri per uno e mezzo, ricchi di colori, che campeggiavano tra i “cavalli” esposti. Si è trattato di una vera e propria mostra personale dell’artista Maurizio Baccili.
Maurizio Baccili è un pittore viareggino molto famoso – una sua opera è esposta al Museo de Arte Contemporáneo “Julio Cortázar” in Nicaragua – non solo per i quadri, ma anche per gli splendidi gioielli one off lavorati a cera persa e indossati, negli anni, da moltissime star dello spettacolo in diverse occasioni mondane.
Parliamo delle opere esposte in occasione del Salone Nautico. Sappiamo che il progetto è nato per caso, ci racconta il concept della mostra?
Il mio studio d’arte è a Viareggio, nel mezzo dei cantieri navali e mi è capitato spesso di notare dei rifiuti particolari: si trattava di tableau e pannelli in materiali misti, plastica e cartone o legno e metallo, che mi sembravano davvero sprecati per essere gettati.
Erano gli imballaggi dei motori Mercury. Mi son detto: “Ma son bellissimi e giganteschi!”. Ho studiato così la storia di Mercury scoprendone la particolare vocazione all’ecosostenibilità, sia per i motori sia per il packaging. Così ho iniziato a lavorare questi pannelli dipingendoli di bianco, con l’idea non di riciclare un supporto, ma di renderlo arte e dargli una nuova vita.
Il tema della sostenibilità oggi è caro a tutti e la mia idea era appunto quella non solo di riciclare, ma di usare quel supporto per dar vita ad opere che avrei potuto realizzare anche su tela, ma che ho preferito creare a partire da un rifiuto, trasformandolo in un’opera d’arte. E poi ho riflettuto sul fatto che quegli imballaggi raccontavano un viaggio.
Un viaggio testimoniato da etichette, date, luoghi e loghi e allora ho deciso che sarebbe stato bello rilanciare la storia di quel supporto, facendone un’opera concettuale e non solo pittorica. Ne sono uscite non opere d’arte realizzate con i rifiuti, bensì rifiuti diventati opere d’arte.
Come è nata poi la collaborazione con Mercury e l’idea di esporli al Salone Nautico Internazionale di Genova?
Ho iniziato a parlare di questo mio progetto con il concessionario Mercury Marine di Viareggio, Formula Mare, che ha accolto la proposta con molto entusiasmo. L’idea era quella di proporre i quadri agli acquirenti dei motori stessi.
Pensi che bello per un armatore avere un quadro così in ufficio che gli ricordi ad ogni occhiata che nel weekend, dopo una dura settimana di lavoro, ha la sua imbarcazione da raggiungere. Oppure rispondere a un cliente che fa un apprezzamento al quadro dicendo: “Sì è il box del motore montato sulla mia barca”.
Il progetto è arrivato poi al vaglio di Mercury Marine Italia, nella persona di Alessandra Zazzero, che mi ha proposto di esporre alcune delle 16 opere già realizzate al Salone Nautico. È nato così l’evento di Genova.
Non è nuovo a collaborazioni con importanti aziende, ci dice delle etichette realizzate su tela pittorica per Borgo Scopeto Relais?
Da buon toscano – e come ogni artista – sono un grande appassionato di vino e le etichette sono sempre state per me una passione, sin dalle prime volte che assaggiavo vini importanti. Molti artisti hanno realizzato etichette per i vini, ma queste hanno una storia particolare.
Conservare bottiglie importanti o etichette prestigiose non è cosa agevole e partendo da questo concetto per il progetto con Borgo Scopeto Relais ho pensato di realizzare un quadro su tela pittorica, ovvero una tela molto spessa, il quadro viene poi ritagliato in etichette e queste vengono applicate alle bottiglie in serie limitata. Una volta finita la bottiglia, è possibile staccare l’etichetta, che è firmata, e si avrà così una parte del quadro da poter incorniciare a ricordo della bottiglia.
Con Borgo Scopeto Relais è una tradizione che si rinnova da anni ed è possibile averle anche per il proprio evento, sia un matrimonio, sia un evento aziendale o una ricorrenza.
Nel 2020 la mostra Personale al Teatro Nazionale Ruben Dario Managua Nicaragua, supportata dall’Istituto di Cultura Italiano in Nicaragua, dal Consolato dalla fondazione Incanto dall’Ambasciata Italiana, l’ha portata ad essere esposto con l’opera “l’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti” nella collezione permanente del Museo de Arte Contemporáneo “Julio Cortázar” de Nicaragua. Ci parli della sua arte. Quali sono i tratti che la contraddistinguono?
Io sono poliedrico e duttile. Dipingo energia. L’energia mi arriva in determinate situazioni: o guardando un soggetto o ascoltando musica o frequentando un posto o durante un viaggio. Le pongo un esempio: io non dipingo l’oggetto, ma la sensazione che l’oggetto mi dà in quel determinato momento. Le spirali quantistiche disegnate per Borgo Scopeto, ad esempio, rappresentano l’energia che sta in ogni cosa, anche in una trave di legno!
E poi la mia arte è fatta di musica. Io senza musica non dipingo. E quindi sono nati gli spartiti musicali contemporanei, Elisir d’amore di Gaetano Donizetti ne è un esempio.
Gli spartiti contemporanei sono una sorta di sensazione che io ricevo da quella canzone e che trasmetto su tela. Il dipinto non si traduce in un vero spartito musicale, perché non si può leggere; però se lo si osserva mentre lo sviluppo sarà possibile percepire come i colori più chiari siano le note più dolci, i colori più scuri siano le note più forti. Ottengo così uno spartito musicale contemporaneo ed inconsueto.
Continua anche a realizzare gioielli?
Sì, continuo a farlo, lavorare gioielli a cera persa è stato per me uno sfogo in un momento nella mia vita in cui non potevo dipingere. Sono gioielli-scultura irripetibili e pezzi unici che sono stati apprezzati nel tempo proprio per la loro esclusività, che non è data dal prezzo o dal valore, ma dal fatto che sia un oggetto una tantum.
Ci anticipa i prossimi progetti?
“Riciclare artisticamente” è stata un’iniziativa di successo che si ripeterà con altre aziende che mi hanno già contattato, perché hanno apprezzato il progetto.
Ci sarà poi il proseguimento del lavoro con Borgo Scopeto e riprenderò, spero prima possibile, il progetto di mostre di “Al di là del mare“, iniziato in Guatemala, proseguito in Nicaragua e che sarebbe proseguito anche a Cuba e in Messico non fosse stato per la pandemia.