Piccolo non solo per iniziare: il light rock fishing
Chi dice che pescare pesci piccoli non è divertente? A volte una pescata “light” può risolvere una giornata di calma piatta ai grossi predatori del mare.
La parola “light” racchiude al suo interno una miriade di tecniche praticabili in mare come il light drifting, il light jigging o la traina light per arrivare al light rock fishing, che non regala grandi emozioni in termine di grandezza di catture ma che, se praticata nel modo giusto, può far divertire davvero tutti, dal bambino al nonno pescatore.
In effetti, se torniamo indietro nella nostra memoria fotografica, siamo stati tutti bambini e da lì la maggior parte ha cominciato il suo cammino di pescatore, chi con la canna e chi con la semplice lenza a mano calata lungo pontili e banchine. I carnieri non erano sempre dei più ghiotti, ma la felicità di portare a casa il frutto della nostra giornata di pesca spingeva genitori ed amici a riempirci di complimenti per quel secchiello di ghiozzi e affini.
Se ci pensiamo bene, molti di noi hanno cominciato ad innamorarsi della pesca in mare proprio così, tentando di cacciare i piccoli pesci che all’epoca ci facevano divertire nelle giornate estive alla fine della scuola. Ma un tempo (fortunatamente) non esistevano fotocamere e cellulari e, quindi, difficilmente riuscivamo ad immortalare ogni singola cattura, come invece facciamo ora, per postarla immediatamente sui social network perché con una foto ricordo di quell’epoca oggi avremmo potuto vedere con occhi diversi quella preda che, seppur insignificante, regalava uno spettacolo di colori a chi la catturava, veri e propri disegni artistici dipinti sulla pelle del pesce. Oggi, con le moderne tecnologie, siamo in grado di immortalare i particolari di ogni singola cattura potendone apprezzare, dal vivo e in foto, l’eleganza e la raffinatezza di chi abita nel nostro mare.
Ma se da piccoli il pescato difficilmente tornava vivo in acqua, oggi molti pescatori hanno capito che il rispetto del mare e dei suoi abitanti è fondamentale per la conservazione e, quindi, spesso dopo la cattura e la foto di rito, il pesce torna pimpante nel suo habitat.
E’ proprio il caso del light rock fishing, dove la quasi totalità delle prede insidiabili viene fotografata e rilasciata viva. Questa pratica ha permesso a molti pescatori, più o meno esperti, di poter apprezzare i colori di ogni singola cattura e di capire le abitudini di caccia, oltre a creare un ricordo indelebile in un post produzione dove con alcuni semplici programmi di fotoritocco si possono trasformare foto normali in vere e proprie opere d’arte.
Il light game è una tecnica che non regala prede da urlo, ma se pensiamo che stiamo pescando con attrezzatura ultralight, tutto viene amplificato dalle doti del pescatore che utilizzerà la giusta dose di forza per stanare la preda dal fondo e portarla a tiro di obiettivo. Solitamente è una tecnica che si pratica da moli e scogliere, da cui si potranno insidiare tutte le specie che stazionano nei pressi del fondo, anche se non di rado capiterà di incannare sugherelli, spigole e predatori di mezz’acqua che incontreranno l’esca in discesa verso il fondo.
LE ESCHE
Agli albori di questa tecnica si trovavano sul mercato ben poche esche da destinare al light rock fishing e spesso si utilizzavano esche siliconiche destinate ad altre tecniche come piccoli raglou e affini. Ma presto il mercato italiano fu invaso da ogni tipo di esca made in Japan per far assaporare a 360° il fascino di questa tecnica portando in Italia jig head di ogni forma e misura e una miriade di esche siliconiche da far brillare gli occhi al pescatore.
E’ difficile avventurarsi nella grande scelta oggi a disposizione così, per prima cosa, dovremo capire a quale target di pesce ci dedicheremo e in quali spot andremo per poter fare una scelta mirata delle esche da usare. In particolare se pensiamo di pescare solo su bassi fondali rocciosi, potremo usare piccoli siliconici come grub e shad nelle misure da 2 a 3 pollici oppure tentare con delle precise imitazioni di vermi, più o meno voluminose, che stuzzicheranno non poco la curiosità dei pesci presenti sul fondo.
Potremo pescare anche senza jig head, provando una montatura in split shot con amo singolo sormontato ad una decina di centimetri da un piombo a palla o ad oliva di grammatura variabile in base allo spot. Tendenzialmente e soprattutto per permettere all’esca di avere un movimento più naturale, si piomba l’esca con una grammatura compresa fra 3 e 10 grammi, in modo da riuscire a garantire anche discreti lanci in zone con profondità elevate. Tra i vermoni presenti sul mercato meritano, di essere menzionati i Gulp di Berkley che presentano, oltre ad un fattore visivo con esche molto simili al vero, anche un potere attrattivo. Infatti, si tratta di esche conservate in un liquido contenente una sostanza attirante. Al termine di ogni pescata basterà riporre l’esca usata nel suo contenitore per farla impregnare nuovamente e “ricaricare”.
Altre esche molto valide sono i piccoli minnow da utilizzare in lanci e recuperi veloci, associati a piccole jerkate che faranno sicuramente incuriosire anche i pesci più sospettosi o i predatori di superficie come sugherelli, spigole e leccie stella.
L’ATTREZZATURA NECESSARIA
Per cimentarsi nel light rock fishing non sempre è necessario avere una super attrezzatura e spesso basterà scovare nel nostro ripostiglio una canna da light spinning per riuscire a divertirsi qualche ora. Con l’esperienza e la voglia di proseguire il cammino del light game, sarà il pescatore a decidere quale attrezzo acquistare in base alle proprie esigenze di pesca e a ciò che vorrà lanciare. Sul mercato si trovano canne da tutti i prezzi con fusti sottilissimi e azioni che partono dagli 0,5 grammi a salire.
Anche il mulinello andrà scelto tra i più leggeri in funzione della canna per poter avere un’attrezzatura correttamente bilanciata in tutte le fasi della pescata, dal lancio al recupero della preda allamata. Generalmente un taglia 1000 potrà garantire una discreta sicurezza anche sul recupero di prede occasionali come spigole e predatori di superficie che faranno cantare non poco la frizione del mulinello con le loro fughe spettacolari.
UNA TECNICA PER TUTTI
Il light rock fishing è una tecnica che può risolvere una giornata storta di pesca, facendoci divertire qualche ora in piena serenità e godere di ogni singola cattura, piccola o grande che sia. Ma il bello di questa tecnica è che pare sia riuscita ad avvicinare nuovamente i giovani alla pesca sportiva. Spesso vere e proprie squadre si avventurano sui moli a caccia di scorfani e sugherelli e li si vede poi sorridere durante la foto di rito e il rilascio del pesce.
Con questa tecnica si potrebbe affermare che molti giovani hanno già compreso l’importanza di rilasciare tutto ciò che non servirà per la cena in famiglia e magari di immortalare la cattura per avere un ricordo indelebile della stupenda giornata di pesca passata con gli amici.